Masseria Frattasi è una casa vinicola fondata nel 1779 a Montesarchio, ai piedi del Magnum Taburnum cantato da Virgilio. La famiglia Clemente — oggi con Beniamino alla guida — coltiva da generazioni su 50 ettari di vigneti di montagna, alcuni tra i più antichi della Campania, con piante prefillossera di oltre due secoli. I terreni, tra argilla, calcare e depositi vulcanici vesuviani, si estendono tra i 300 e i 920 metri di quota, in condizioni che definiscono una viticoltura eroica. Le etichette recano ceramiche di Giustiniani, il più celebre ceramista napoletano del Settecento.
Aglianico Beneventano IGP “Caudium”
Caudium era l'antica città sannita, e questo vino porta con sé quella solidità storica. Nasce dai vigneti di Masseria Frattasi tra i 380 e i 500 metri sul Taburno, su argilla e materiali calcarei. Quindici giorni a contatto con le bucce, poi 9 mesi in barriques di rovere francese e altri 3 in bottiglia. Un aglianico profumato, impenetrabile nel colore come nel carattere. Non un vino per chi ha fretta.
Aglianico del Taburno Rosso DOCG “Iovi Tonant”
Il nome viene da un'iscrizione su un masso calcareo dell'antico tempio di Caudium, la città sannita che occupava il territorio dove oggi sorge Montesarchio — Iovi Tonant, Giove Tonante. Una dedica che descrive bene la potenza di queste uve, compresse 18 mesi in barriques di rovere francese e poi racchiuse in bottiglia. L'Aglianico del Taburno è uno dei pochi DOCG della Campania, e questo è uno dei suoi interpreti più convincenti. Solo 2.000 bottiglie per annata.