Aglianico del Taburno Rosso DOCG “Iovi Tonant”

42,50 

Il nome viene da un’iscrizione su un masso calcareo dell’antico tempio di Caudium, la città sannita che occupava il territorio dove oggi sorge Montesarchio — Iovi Tonant, Giove Tonante. Una dedica che descrive bene la potenza di queste uve, compresse 18 mesi in barriques di rovere francese e poi racchiuse in bottiglia. L’Aglianico del Taburno è uno dei pochi DOCG della Campania, e questo è uno dei suoi interpreti più convincenti. Solo 2.000 bottiglie per annata.

    Descrizione

    Rosso con riflessi viola, profondo e impenetrabile. Al naso è inebriante: more selvatiche, mirtilli, confettura di prugne rosse dominano il quadro; poi emergono freschezza mentolata e note balsamiche di liquirizia che allungano il profilo in modo elegante. In bocca è denso, polposo, con tannini strutturati ma già integrati e una persistenza lunghissima che evolve verso ricordi speziati e balsamici.

    Informazioni aggiuntive
    Annata2021
    Vitigni100% Aglianico
    AbbinamentiVino da grandi occasioni: arrosti di agnello, selvaggina da pelo, formaggi stagionati di lunga maturazione. Da provare con un filetto di bufalo alla brace con riduzione di vino rosso e tartufo nero: la balsamicità del vino e il profumo del tartufo si inseguono in bocca senza che l’uno prevarichi l’altro, e la carne diventa il filo che li tiene insieme.
    Consigli di degustazioneSi consiglia di servire a 20-22°C in ampi balloon; aprire almeno un’ora prima o decantare.
    Gradazione14,5% Vol
    ConfezioneBottiglia vetro 75 cl
    Regione
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    Il Brand
    Masseria Frattasi è una casa vinicola fondata nel 1779 a Montesarchio, ai piedi del Magnum Taburnum cantato da Virgilio. La famiglia Clemente — oggi con Beniamino alla guida — coltiva da generazioni su 50 ettari di vigneti di montagna, alcuni tra i più antichi della Campania, con piante prefillossera di oltre due secoli. I terreni, tra argilla, calcare e depositi vulcanici vesuviani, si estendono tra i 300 e i 920 metri di quota, in condizioni che definiscono una viticoltura eroica. Le etichette recano ceramiche di Giustiniani, il più celebre ceramista napoletano del Settecento.