Franciacorta DOCG Pas Dosé Rosé Riserva “Girolamo”
La versione rosata della Riserva dedicata al fondatore Girolamo Bosio, e forse la più selettiva dell'intera gamma. Le migliori uve di Pinot Nero vengono sottoposte a una macerazione a freddo di circa 48 ore a contatto con le bucce — tre volte più lunga rispetto al Rosé Millesimato — prima della pressatura soffice per estrarre il solo mosto fiore. Almeno 60 mesi sui lieviti, nessun dosaggio alla sboccatura. Solo 2.000 bottiglie all'anno, più 200 magnum.
Franciacorta DOCG Riserva Dosaggio Zero Millesimato “Boschedor Continuum”
"B.C." sta per "Boschedòr Continua": l'evoluzione estrema della cuvée Boschedòr, rimasta sui propri lieviti per 120 mesi — dieci anni — senza alcuna aggiunta di zuccheri alla sboccatura. Una scelta radicale, che Cesare Bosio stesso definisce una follia, e che ha senso solo se la materia prima di partenza è eccezionale. Produzione limitatissima, un vino austero e spaventoso nella sua secchezza, che divide e affascina a parti uguali.
Franciacorta DOCG Saten
Il Satèn è il Franciacorta della morbidezza per definizione: il disciplinare prevede una pressione inferiore in bottiglia rispetto alle altre tipologie, e il risultato al palato è quello di una bollicina quasi cremosa, setosa — come suggerisce il nome. Lo Chardonnay in purezza fermenta in acciaio dal solo mosto fiore; circa il 20% della base affina poi in barrique prima dell'assemblaggio della cuvée, aggiungendo profondità senza appesantire. Almeno 24 mesi sui lieviti completano un profilo elegante e senza fronzoli.
Franciacorta DOCG Saten Magnum
Il Satèn è il Franciacorta della morbidezza per definizione: il disciplinare prevede una pressione inferiore in bottiglia rispetto alle altre tipologie, e il risultato al palato è quello di una bollicina quasi cremosa, setosa — come suggerisce il nome. Lo Chardonnay in purezza fermenta in acciaio dal solo mosto fiore; circa il 20% della base affina poi in barrique prima dell'assemblaggio della cuvée, aggiungendo profondità senza appesantire. Almeno 24 mesi sui lieviti completano un profilo elegante e senza fronzoli.
Gattinara DOCG
Austero, nobile e profondo, a tratti schivo e riservato, questo vino rispecchia pienamente la personalità del suo produttore, un autentico vignaiolo del Piemonte settentrionale, un uomo d’altri tempi che da decenni coltiva tre ettari di vigneto e produce piccole quantità di vino, lontano dai riflettori e conosciuto solo da pochi appassionati.
Gavi Spumante Metodo Classico DOCG “Francesca Poggio”
Greco IGT
Un grande vino bianco che si distingue per la sua eleganza, combinando con successo gli elementi caratteristici di questo vitigno con una notevole componente minerale. Si fa notare per la sua unicità e persistenza, dimostrando una notevole capacità di invecchiamento. La sua costanza qualitativa lo rende un punto di riferimento tra i bianchi della regione.
Groppello di Breganze Veneto IGT
Un vitigno documentato a Breganze già nel Trecento, celebrato in versi nel Settecento, salvato dall'oblio dalla famiglia Miotti quando stava per sparire del tutto. Il Groppello di Breganze — distinto dal Groppello gardesano — cresce sulle colline vulcaniche del Colle Santa Lucia e dà un vino di carattere deciso, tannico, pensato per chi non cerca la morbidezza immediata ma la complessità che viene con il tempo. Un rosso che ha aspettato secoli per tornare in tavola: vale la pena aspettarlo anche nel calice.
Gruajo
Un vino che non esisterebbe senza la tenacia di Firmino Miotti. Il Gruajo è un vitigno autoctono di Breganze quasi scomparso, citato nel Settecento come vino "delicato e gagliardo" e abbandonato perché considerato troppo difficile da gestire: il grappolo maturo presenta acini pronti e altri ancora verdi, e solo i maturi vengono vinificati. Firmino lo ha recuperato quando nessuno lo raccoglieva più. Oggi è uno dei vini più rari e caratteristici di tutta la zona — e una delle ragioni migliori per visitare Breganze.