Franciacorta DOCG Extra Brut Millesimato “Boschedòr” Magnum
Con il "Boschedòr" Cesare Bosio alza l'asticella. Cuvée paritaria di Pinot Nero da vigne vecchie e Chardonnay, con dosaggio ben al di sotto dei 6 g/l e almeno 30 mesi sui lieviti: un millesimato che punta sulla complessità senza diventare ermetico, posizionandosi a un livello intermedio che pochi in Franciacorta raggiungono con questa costanza di annata. Un vino che cresce nel calice e premia la pazienza di chi lo aspetta.
Franciacorta DOCG Extrabrut Rosé Millesimato
Pinot Nero in purezza per un rosato millesimato che nasce da una macerazione breve ma calcolata: le uve, diraspate con delicatezza, restano a contatto con le bucce per 24–36 ore prima della pressatura soffice, estraendo colore e struttura senza cedere astringenza. La base affina 6–7 mesi in acciaio, poi almeno 30 mesi sui lieviti in bottiglia. Uno spumante rosato variegato e minerale, che non si lascia facilmente incasellare.
Franciacorta DOCG Extrabrut Rosé Millesimato Magnum
Pinot Nero in purezza per un rosato millesimato che nasce da una macerazione breve ma calcolata: le uve, diraspate con delicatezza, restano a contatto con le bucce per 24–36 ore prima della pressatura soffice, estraendo colore e struttura senza cedere astringenza. La base affina 6–7 mesi in acciaio, poi almeno 30 mesi sui lieviti in bottiglia. Uno spumante rosato variegato e minerale, che non si lascia facilmente incasellare.
Franciacorta DOCG Pas Dosé Riserva “Girolamo”
La Riserva dedicata al nonno fondatore dell'azienda, Girolamo Bosio. Millesimato al 100%, Pinot Nero in prevalenza con una quota di Chardonnay a calibrarne la finezza, senza alcuna aggiunta di zuccheri alla sboccatura. Almeno 60 mesi sui lieviti: un riposo lungo che trasforma la materia prima in qualcosa di irriconoscibile rispetto al punto di partenza. Poche migliaia di bottiglie l'anno, per un vino che richiede tempo — in cantina e nel calice.
Franciacorta DOCG Pas Dosé Riserva “Girolamo” Magnum
La Riserva dedicata al nonno fondatore dell'azienda, Girolamo Bosio. Millesimato al 100%, Pinot Nero in prevalenza con una quota di Chardonnay a calibrarne la finezza, senza alcuna aggiunta di zuccheri alla sboccatura. Almeno 60 mesi sui lieviti: un riposo lungo che trasforma la materia prima in qualcosa di irriconoscibile rispetto al punto di partenza. Poche migliaia di bottiglie l'anno, per un vino che richiede tempo — in cantina e nel calice.
Franciacorta DOCG Pas Dosé Rosé Riserva “Girolamo”
La versione rosata della Riserva dedicata al fondatore Girolamo Bosio, e forse la più selettiva dell'intera gamma. Le migliori uve di Pinot Nero vengono sottoposte a una macerazione a freddo di circa 48 ore a contatto con le bucce — tre volte più lunga rispetto al Rosé Millesimato — prima della pressatura soffice per estrarre il solo mosto fiore. Almeno 60 mesi sui lieviti, nessun dosaggio alla sboccatura. Solo 2.000 bottiglie all'anno, più 200 magnum.
Franciacorta DOCG Riserva Dosaggio Zero Millesimato “Boschedor Continuum”
"B.C." sta per "Boschedòr Continua": l'evoluzione estrema della cuvée Boschedòr, rimasta sui propri lieviti per 120 mesi — dieci anni — senza alcuna aggiunta di zuccheri alla sboccatura. Una scelta radicale, che Cesare Bosio stesso definisce una follia, e che ha senso solo se la materia prima di partenza è eccezionale. Produzione limitatissima, un vino austero e spaventoso nella sua secchezza, che divide e affascina a parti uguali.
Toscana IGT Pinot Nero “Averardo”
Il Pinot Nero della Tenuta Cafaggiolo nasce dalle uve più delicate coltivate nei vigneti giovani della proprietà, situati sui pendii esposti a sud tra i 230-250 metri di altitudine. Questo IGT Toscana Pinot Nero rappresenta l'interpretazione toscana di uno dei vitigni più nobili al mondo, vinificato con tecniche tradizionali che rispettano la delicatezza del frutto. La fermentazione avviene in botti aperte di rovere francese per 18-25 giorni, seguita da un affinamento di 12 mesi in barriques di terzo o quarto passaggio e un riposo finale di 6 mesi in bottiglia dopo la purificazione naturale in vasche di cemento.
Toscana IGT Pinot Nero “Fortuni”
Il Pinot Nero Fortuni della Tenuta Cafaggiolo rappresenta l'espressione più autentica del terroir dei vigneti di Fortuna, situati sui pendii esposti a sud-est a 250 metri di altitudine. Questo IGT Toscana Pinot Nero nasce da uve coltivate su terreni di medio impasto moderatamente calcareo, vinificate secondo metodi completamente naturali con soli lieviti autoctoni. Il processo produttivo rispetta i tempi della natura: fermentazione di 18-25 giorni in tini di rovere, affinamento di 12 mesi in barriques francesi (metà nuove, metà usate), purificazione naturale in cemento e un lungo riposo in bottiglia di 12-24 mesi senza filtrazioni.
Toscana IGT Pinot Nero “Pater Patriae”
Questo Pinot Nero della Tenuta Cafaggiolo rappresenta l'eccellenza della vinificazione tradizionale toscana applicata a uno dei vitigni più nobili del mondo. Coltivato sui pendii esposti a sud e sud-est a 250 metri di altitudine su terreni sabbioso-calcarei, questo IGT Toscana nasce da uve selezionate manualmente e vinificate con metodi completamente naturali utilizzando solo lieviti autoctoni. Il processo produttivo rispetta i ritmi della natura con fermentazione di 18-25 giorni, affinamento di 12 mesi in barriques di rovere francese e purificazione naturale in cemento prima dell'imbottigliamento non filtrato.
Trentino DOC Superiore Pinot Nero Valle di Cembra
Un vitigno, il Pinot Nero, che in Val di Cembra ha trovato le condizioni perfette per esprimersi al meglio: l’altitudine e le forti escursioni termiche tra il giorno e la notte conferiscono un carattere unico a questa “perla nera” che fermenta in acciaio per poi affinarsi in barriques di secondo passaggio per 10 mesi.
Valcamonica Metodo Classico IGT “Burzol Intù”
Nato da una scelta coraggiosa: pressatura diretta delle uve di Marzemino ancora vibranti di acidità, per un metodo classico in cui questo vitigno — privo di tannino per genetica, tutto spezia e frutto — si è dimostrato a proprio agio in modo inaspettato. Una piccola produzione che racconta cosa succede quando si sceglie di ascoltare il vigneto invece di forzarlo. Poche centinaia di bottiglie, tutte diverse da quello che ci si aspetta da un metodo classico di montagna.