Colline Novaresi DOC Croatina
Un rosso che Davide Carlone difende con passione come nessun altro in Alto Piemonte. La Croatina è il vitigno dei suoi ricordi d'infanzia, legato alla tradizione contadina di Boca. Proviene dalla vigna "Cappella", che vanta viti con un'età media di 80 anni, su suolo vulcanico a 350-400 metri di altitudine. Macerazione sulle bucce per circa 8 giorni in acciaio, malolattica con lieviti autoctoni naturali, affinamento di 18 mesi in vasche di acciaio. In commercio non prima di 24 mesi dalla vendemmia.
Colline Novaresi DOC Nebbiolo
Un Nebbiolo in purezza che esprime tutta la classe delle terre di Boca, vitigno principe dell'Alto Piemonte vinificato con approccio tradizionale e non interventista. Dopo una fermentazione sulle bucce di circa 15 giorni con lieviti autoctoni, affina almeno 20 mesi in vasche di acciaio — con una quota di un quarto in botte di rovere di Slavonia — e riposa in bottiglia per almeno 2 mesi. In commercio a due anni dalla vendemmia.
Colline Novaresi DOC Vespolina
Un rosso che racconta uno dei vitigni più affascinanti e meno conosciuti del Piemonte. La Vespolina — parente genetica del Nebbiolo — esprime al meglio su suoli vulcanici ben drenati, con un'acidità brillante e un profilo aromatico originale e nobile. Le uve, raccolte a mano a fine settembre, vengono macerate sulle bucce per circa 8 giorni in acciaio, con fermentazione malolattica con lieviti autoctoni. L'affinamento dura 6-8 mesi in vasche di acciaio.
Conero Riserva DOCG “Il Palazzo”
Nato dalla Vigna degli Angeli, alle pendici del Monte Conero, con una selezione attenta dei grappoli in vigna e un percorso in cantina che lascia al vino il tempo di costruirsi. Fermentazione breve in acciaio, poi una parte passa in barrique di secondo passaggio per 16 mesi, seguita da altri tre mesi in cemento vetrificato prima dell'imbottigliamento. Un Montepulciano in purezza che cerca l'equilibrio tra struttura e eleganza, dove il legno entra senza imporsi e la freschezza del territorio tiene tutto in ordine.
Conero Riserva DOCG “Rossini”
La Riserva dedicata a Francesco Rossini — ingegnere e pittore marchigiano, zio del fondatore Amedeo Giustini, da cui ha ereditato il terreno e la passione per le vigne. Per questo vino vengono selezionati solo i grappoli migliori dell'intero vigneto; la fermentazione avviene in acciaio, poi l'affinamento procede interamente in legno nuovo fino all'imbottigliamento. Il vino non viene filtrato. Una Riserva estrema, pensata per chi ha il tempo e la pazienza di aspettarla.
Curtefranca DOC Rosso “Zenighe” Magnum
"Zenighe" prende il nome dall'omonima località di Corte Franca, nel cuore della Franciacorta, da cui provengono le uve selezionate per questa etichetta di punta nella gamma dei rossi fermi Bosio. Il microclima della zona e la selezione rigorosa in vigna si traducono in un vino di carattere deciso. La fermentazione e la macerazione in acciaio durano fino a 20 giorni; seguono 18 mesi in barrique nuove di rovere francese e ulteriori mesi in bottiglia. Un rosso pensato per il tempo.
Etna DOC Rosso “Fílici”
Un rosso elegante, ottenuto da uve di Nerello Mascalese in purezza coltivate sulle pendici settentrionali dell’Etna, il cui terroir vulcanico dona al vino una mineralità unica. Affina per 24 mesi in tonneaux esausti, che permettono una micro-ossigenazione delicata senza cedere eccessive note di legno, prima di riposare almeno 12 mesi in bottiglia, dove sviluppa ulteriore complessità.
Gattinara DOCG
Austero, nobile e profondo, a tratti schivo e riservato, questo vino rispecchia pienamente la personalità del suo produttore, un autentico vignaiolo del Piemonte settentrionale, un uomo d’altri tempi che da decenni coltiva tre ettari di vigneto e produce piccole quantità di vino, lontano dai riflettori e conosciuto solo da pochi appassionati.
Groppello di Breganze Veneto IGT
Un vitigno documentato a Breganze già nel Trecento, celebrato in versi nel Settecento, salvato dall'oblio dalla famiglia Miotti quando stava per sparire del tutto. Il Groppello di Breganze — distinto dal Groppello gardesano — cresce sulle colline vulcaniche del Colle Santa Lucia e dà un vino di carattere deciso, tannico, pensato per chi non cerca la morbidezza immediata ma la complessità che viene con il tempo. Un rosso che ha aspettato secoli per tornare in tavola: vale la pena aspettarlo anche nel calice.
Gruajo
Un vino che non esisterebbe senza la tenacia di Firmino Miotti. Il Gruajo è un vitigno autoctono di Breganze quasi scomparso, citato nel Settecento come vino "delicato e gagliardo" e abbandonato perché considerato troppo difficile da gestire: il grappolo maturo presenta acini pronti e altri ancora verdi, e solo i maturi vengono vinificati. Firmino lo ha recuperato quando nessuno lo raccoglieva più. Oggi è uno dei vini più rari e caratteristici di tutta la zona — e una delle ragioni migliori per visitare Breganze.